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Brenntag

7.11.2011 

Esposto alla Procura della Repubblica su azienda chimica Brenntag       

6.10.2011 

Interpellanza

 Oggetto:  76 vetusti serbatoi interrati nel sito Brenntag                    

5.7.2011 

Iempsa - Brenntag:   la storia completa                            La storia completa (scarica il documento) 

21.6.2011 

Il Comitato per la Tutela dell'Uomo e dell'Ambiente chiede un Consiglio Comunale specifico  per il problema Brenntag.   (estratto da L'Eco del Sudovest 11.6.2011)

21.6.2011 

Brenntag: le responsbilità del Sindaco       (estratto da L'Eco del Sudovest 21.6.2011)

17.6.2011 

Raddoppiano i treni, raddoppiano i rischi (estratto da Sì o No 17.6.2011)

10.6.2011 

Brenntag  ASSEMBLEA PUBBLICA  al Centro Socio Culturale 

Comunicato Stampa

Cos'ha detto il Sindaco, Tomasino

25.5.2011

Anteprima dell’Unione dei Comitati di Quartiere

Queste sono le torri che potrebbero sorgere sull’area della Brenntag  

Un Programma d’Intervento Integrato della precedente Amministrazione Comunale (ma, forse, anche dell’attuale).

E la decontaminazione della vasta area dell’azienda?  

2.5.2011

Lettera al Sostituto Procuratore della Repubblica: un'azienda così può continuare ad esercitare la propria attività a ridosso di un centro abitato? 

31.3.2011

Un documento allarmante: il Rapporto di Sicurezza redatto nel 2008

  dal Comitato Tecnico Regionale (Ministero dell'Interno) e, apparentemente,  mai diffuso.

13.3.2011 Lettera all'ASL: sversamento di toluolo all'interno dell'azienda ?
1.3.2011

da l'Eco della Città

I consigli del Comitato per la Tutela dell'Uomo e dell'Ambiente al PdL: azioni energiche per delocalizzare la Brenntag

1.3.2011

da l'Eco della Città

Comitato per la Tutela dell'Uomo e dell'Ambiente: Brenntag un pericolo anche per Milano Gaggiano Cusago

23.2.2011

Appello al Sindaco Tommasino e alle forze politiche di Trezzano: delocalizzare Brenntag!

6.2.2011

Nessun dorma....    lettera a Sciumbata

1.2.2011

Brenntag: un'altra tragedia annunciata?

guarda la storia (.pps 3,2MB)

guarda la storia (.pdf 965kB)

 

12.2010

da Sì o No del 10.12.2010

... in altre parole: ce la teniamo e, forse, diventerà anche più grande!

Articolo estratto da Sì o No. Brenntag: sopralluogo del sindaco.

1.2009

da Il Rile

da Il Rile: Brenntag: è sceso il silenzio

3.2009

da Il Rile

Emergenza Brenntag: la contesa é finita

2.2009

Karsten Beckmann vuole andarsene e la municipalità é d'accordo

22.1.2009

La Regione Lombardia denuncia: 

"Su cento comuni ai quali abbiamo offerto gli opacimetri per misurare i gas, 

solo nove li hanno ritirati". 

Trezzano é tra i 91?

 

16.1.2009

La Brenntag vuol capire quanto costa andarsene

da Trezzano in Comune #1.2009 Brenntag disposta ad andarsene

18.12.2008

Allora non raddoppia?

Articolo de Il Giorno: la multinazionale tedesca non potrà ampliare lo stabilimento

11.2008

 

La Brenntag raddoppia la propria capacità?

Lettera aperta al Sindaco di Trezzano s/N L.Scundi, 

alle autorità competenti di Regione e Provincia, alla Stampa e ai Cittadini

..ed ecco la risposta del Sindaco L.Scundi

 

9.6.2008

Violazione D.L.  17.8.1999 n.334

6.2011

COMITATO PER LA TUTELA DELL’UOMO E DELL’AMBIENTE


Trezzano sul Naviglio MI


Iempsa -  Brenntag: una spada di Damocle
sui cittadini che dura da oltre quarant’anni


Iempsa
1976- L’amministrazione comunale di Trezzano
emette diverse ordinanze riguardanti i serbatoi e denuncia la Iempsa alla magistratura per violazione delle leggi e delle regole edilizie.


1977-L’amministrazione comunale, dal mese di aprile, presenta nuovi esposti alla Pretura e invia numerose ordinanze alla Iempsa inerenti all’inquinamento da PCB.
Nel mese di settembre, a seguito di un’ordinanza dell’amministrazione comunale, la Iempsa provvede a rimuovere i fanghi depositati nel proprio stabilimento, a chiudere la vasca di decantazione e a stoccare i fanghi in un capannone.
Nel mese dì novembre viene imposto alla Iempsa di provvedere a dragare il cavo Moggio nel tratto adiacente all’azienda e a canalizzare lo stesso nel tratto tra i ponti della via Galimberti e la via Treves.


1978- Tra il 9 e il 12 ottobre, grazie ad un’amnistia sono chiusi tutti i procedimenti penali e civili avviati dall’amministrazione comunale nei confronti della Iempsa.


1983- Il 29 maggio viene alla luce un documento che evidenzia che da sei anni sono accatastati nel cortile della Iempsa circa tremila barili contenenti materiale contaminato da PCB.
Sul documento viene sottolineato che i barili, in parte di metallo e in parte di plastica, sono 2.963 dei quali ben 50 con fanghi altamente inquinati (praticamente PCB quasi puro).


Il 30 maggio, in Regione, viene presentata, da parte di tre consiglieri, un’interrogazione per sapere se corrisponde al vero che a sei anni di distanza dall’esplosione del caso i 2.963 barili comprensivi dei 50 contenenti fanghi altamente inquinati si trovano ancora nel cortile dell’azienda e in caso affermativo qual è il grado di pericolosità del materiale giacente a fronte del probabile deterioramento degli involucri.
A questo punto, finalmente, gli organi preposti decidono di attivarsi e i 50 barili più pericolosi vengono inviati in Inghilterra per lo smaltimento.
Ovvio domandarsi però per quale motivo le autorità locali e la
Regione Lombardia non hanno mai reso noto dove siano finiti e quale sia stata la sorte degli altri 2612 barili da 200 litri.


Brenntag Nel 1990 l’Amministrazione Comunale di Trezzano decide di modificare il piano regolatore e trasformare da verde a industriale una vasta area di proprietà della Iempsa.
Variante al piano regolatore che,
la Regione Lombardia, dopo aver richiamato tutti gli atti approvati dal consiglio comunale di Trezzano che consentono l’edificabilità, ratifica alcuni mesi dopo.


Il 31 marzo 1992, dopo aver ricevuto il grosso favore, i titolari della Iempsa vendono alla Milan Terminal Srl, una società di loro proprietà, una prima parte del terreno che sorge proprio su quell’area che ha ottenuto la trasformazione d’uso attraverso la variante al piano regolatore.


Il 13 dicembre 1997 i proprietari della Iempsa completano l’operazione e, sempre attraverso la Milan Terminal, vendono a loro stessi la seconda parte del terreno.
Trasferite completamente le aree ad una società che, sulla carta, non ha nulla a che fare con i problemi inquinamento, pericolosità e contaminazione, e sistemati al meglio i molti mq. dell’area industriale, ogni particolare induce a pensare che il passaggio delle due proprietà ad una società molto importante è ormai cosa fatta, ma a questo punto, nasce un ulteriore problema: il cancello d’ingresso della Iempsa non è in grado di sopperire a quello che avrebbe dovuto essere il crescente via vai di autoarticolati e autobotti.
Un prezioso e calcolato progetto svanito nel nulla?
Neppure per sogno, perché ancora una volta è l’Amministrazione
comunale di Trezzano a dare una mano a questi signori che, proprio vent’anni prima, avevano provocato un disastro ambientale che era arrivato ad interessare persino il parlamento.
Attraverso una convenzione stipulata tra le parti il comune cede l’area che verrà poi utilizzata per realizzare il nuovo e ampio ingresso e, in cambio, ottiene un terreno ininfluente per l’attività dell’azienda ch si trova nei pressi del Naviglio Grande.
A questo punto manca però la licenza edilizia per poter consegnare su un piatto d’argento ai possibili e facoltosi acquirenti la vasta area con licenza e strutture annesse; atto che é però considerato una formalità in quanto il
Consiglio Comunale aveva in precedenza già apportato le necessarie modifiche al piano regolatore.


Infatti, nel 1998 il comune di Trezzano rilascia alla Milan Terminai la concessione edilizia 4 per la costruzione di un edificio industriale.


Sempre nel 1998 e subito dopo il rilascio della licenza edilizia avviene anche quello che era facile immaginare e cioè che il colosso tedesco Brenntag decide di acquistare la Iempsa.
A questo punto il cerchio si chiude e nel 2003, al termine dei lavori, la Brenntag decide di acquistare anche la Milan Terminai; sui 57.500 mq del perimetro industriale delle due aziende escono di scena i vecchi proprietari ed entrano a tutti gli effetti i leader mondiali del settore.
Tutto finito con questo importante passaggio di proprietà del
2003?  No, perché nel mese di ottobre 2004, il comune di Trezzano autorizza la società ad apportare le modifiche necessarie all’aumento dell’attività e nel mese di novembre del 2005, la Regione Lombardia, facendo sue le concessioni dell’Ente Locale, consente l’incremento dell’attività e dello stoccaggio all’interno dell’azienda.
Concessioni che mettono la multinazionale in condizione di trattare 7 tonnellate di sostanze molto tossiche, 120 tonnellate di sostanze tossiche, 35 tonnellate di prodotti liquidi estremamente infiammabili, 1780 tonnellate di liquidi facilmente infiammabili e 440 tonnellate di sostanze pericolose per l’ambiente.
Questa è la poco tranquillizzante situazione che induce il
Ministero per l’Ambiente e gli organi di controllo della Regione Lombardia a cambiare la classificazione della Brenntag e a inserire questo colosso mondiale che sorge, non va mai dimenticato, nel centro cittadino di Trezzano, tra gli “Stabilimenti italiani suscettibili di causare incidenti rilevanti".
La multinazionale tedesca nonostante abbia portato il fatturato dei suoi siti italiani da 60 a 303 milioni di euro, non è però ancora appagata e, fatti quattro calcoli, si rende conto che, tra le varianti al piano regolatore, le concessioni edilizie, le strutture realizzate, le cisterne esistenti e le nuove modifiche ottenute da comune e regione, la produzione potrebbe essere raddoppiata. Senza perdere altro tempo, nel mese di
maggio del 2005 la Brenntag “Rivolge formale domanda all’amministrazione Regionale per elevare la quantità di sostanze pericolose detenute all’interno dello stabilimento di Via Boccaccio da 3.000 a 6.000 tonnellate”.
Una richiesta esplosiva che fa scattare la durissima protesta del
Comitato per la Tutela dell’Uomo e dell’Ambiente di Trezzano, tanto che la Regione decide di non concedere tale aumento.
L’azienda, dove oggi entrano ed escono dagli ingressi di Via Boccaccio, Via Ariosto e Via Galimberti circa 200 mezzi pesanti e autocisterne al giorno, non si arrende. Presenta ricorso ma anche questo è rigettato.
Nei primi mesi del 2001 la multinazionale decide di autodenunciarsi informando le autorità preposte al controllo di un inquinamento dei terreni e della contaminazione della falda acquifera da solventi clorurati. La bonifica, dopo dieci anni, è ancora in corso. Ad oggi, nessuna autorità è stata in grado di dirci quando avrà fine.
A questo punto viene spontaneo domandarsi cosa hanno fatto e cosa stanno facendo le istituzioni per evitare il pericolo che si è determinato con il consistente sviluppo della Brenntag, tenuto conto anche del fatto che l’azienda è tagliata in due dalla linea ferroviaria Milano - Mortara che transita a pochi metri dai suoi silos; linea ferroviaria che aggiungerà ulteriori sessantadue corse giornaliere a quelle già esistenti. Com’è possibile che dei convogli carichi di migliaia di lavoratori viaggino all’interno di un’azienda classificata a rischio d’incidente rilevante? Ricordate la tragedia di Viareggio?
E infine, cosa ha fatto e cosa intende fare la
Regione Lombardia per scongiurare possibili drammi ed allontanare da scuole ed edifici residenziali un’azienda che lo stesso Ministero ha catalogato ad alto rischio per l’uomo e per l’ambiente?
Domande, quesiti, richieste, interrogazioni, preghiere, che richiedono risposte chiare e puntuali da parte delle istituzioni. Risposte che consentano di cancellare tutti i timori che ormai serpeggiano tra la collettività.

 

 

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Aggiornato il 09/11/2011